L'ARTIGIANATO

I damaschi di Lorsica

Poche regioni come la Liguria hanno saputo mantenersi fedeli a una produzione artigianale legata esclusivamente e indissolubilmente alla propria terra e alle materie prime che essa era in grado di fornire, senza divagazioni che avrebbero finito per trasformarsi in vacue concessioni al turismo e alle sue esigenze. È grazie a questa fedeltà che l’artigianato dei ceramisti di Albisola, dei maestri vetrai di Altare, degli orafi di Campo Ligure, degli scalpellini di Cicagna, dei tessitori di Lorsica e Zoagli è riuscita spesso a trasformarsi da artigianato in arte.

Filigrana a Campo Ligure

Risale al 1884 la consacrazione di Campo Ligure a vera e propria patria dell’oreficeria in filigrana d’oro e d’argento: questo è infatti l’anno in cui quest’arte raggiunse a Campo Ligure l’apice, con ben 33 “laboratori” in cui mani sapienti attorcigliavano e intrecciavano sottilissimi fili dei preziosi metalli, trasformandoli in arabeschi lievi come merletti. In realtà, tale arte giunse dall’Oriente in Liguria ben prima, addirittura ai tempi della prima crociata. E, ancor oggi, gioielli e oggetti d’arredo fanno bella mostra di sé negli antichi laboratori che fiancheggiano la via principale del paese. Proprio a Campo Ligure ha sede il Museo della Filigrana (per informazioni: www.museofiligrana.org), con pezzi provenienti da ben quattro continenti.

Tipico merletto di tombolo

La valle dell’ardesia

Dai tetti di Genova alle facciate a strisce bianche e nere delle chiese o agli scaloni delle dimore patrizie; dalle “ciappe” per cuocere alla piastra alle lavagne delle scuole o ai liscissimi piani dei biliardi ricoperti da un panno verde: non poco e non solo in Liguria, dunque, sembra rimandare a questa versatile pietra proveniente dalla Val Fontanabuona, alle spalle di Chiavari e Lavagna. La sua capitale è però Cicagna, dove si concentra il maggior numero di cave e laboratori, molti dei quali visitabili. Qui, alla tradizionale produzione di caminetti e di tavoli da biliardo si è affiancata una più commerciale, ma pur sempre pregevole, produzione di oggettistica e di complementi d’arredo. Oggi esiste una “Via dell’ardesia”, un ecomuseo suddiviso per siti e itinerari nel territorio della Comunità Montana Fontanabuona.

Tessuti di rango

Ancora ben dopo la metà del Settecento Genova continuava a produrre quello che i raffinati rivali francesi non avevano mai smesso di considerare il velluto nero più pregiato al mondo. Questo non è poca cosa, se si pensa che già nel Quattrocento questo stesso velluto, impareggiabile per lucentezza e morbidezza, affiancato da un non meno pregiato damasco vestivano i gentiluomini e le dame di tutta Europa. Si sa che, soprattutto in ambito tessile, ben altri sono oggi i maggiori e più economici produttori, ma a Lorsica e Zoagli sopravvivono ancora alcune manifatture che producono rispettivamente preziosi damaschi di seta a motivi floreali e impareggiabili velluti.

Merletti al tombolo

Non è facile spiegare a parole cosa sia un tombolo e come funzioni: sarà però più facile capirlo recandosi al Museo Civico del Merletto al Tombolo di Rapallo (per informazioni: tel. 018563305), all’interno della storica Villa Tigullio. Qui si potrà seguire un vero e proprio percorso sull’evoluzione del merletto fra il XVI e il XX secolo e conoscere così l’arte che sta dietro una delle tradizionali produzioni liguri.

 
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