NON SOLO MARE: IL GENOVESATO
Percorrere un itinerario controcorrente, ammesso − e senza dubbio anche concesso − che la corrente, almeno quella turistica prevalente, si diriga in Liguria verso il mare. Abbandonare Genova non per mantenersi sulla costa, ma per addentrarsi nella
valle del Polcevera e, quindi, dopo una piccola deviazione verso levante ai margini del
Parco Naturale Regionale dell’Antola: ciò non significa voler essere alternativi a tutti i costi, se è vero che persino Goethe rimase colpito dalla dolcezza di queste valli e di queste leggere alture.
La Val Polcevera
Imboccata a Genova l’autostrada A7 e guadagnata l’uscita Genova Bolzaneto in direzione Pontedecimo, si raggiunge, su una collina posta alla base dell’alta Val Polcevera, la località di
Murta, il cui nucleo è dominato da una piazza alberata e dalla sua chiesa parrocchiale. Da qui la vista può spaziare sull’intera valle, attratta a sud dal mare e a nord dal
Monte Figogna con il profilo del santuario di Nostra Signora della Guardia, uno dei maggiori luoghi di devozione della Liguria. Si può raggiungere il santuario da Bolzaneto, percorrendo itinerari pedonali o, con l’auto, seguendo la carrozzabile. Tappa successiva è, poco a nord di Pontedecimo, il paese di
Campomorone, con tre musei che difficilmente potrebbero essere più diversi tra loro: il Museo Civico di Paleontologia e di Mineralogia, il Museo della Croce Rossa, con attrezzature e automezzi utilizzati nel tempo dalla Croce Rossa locale, e il Museo delle Marionette di Campomorone, che nello stesso palazzo secentesco del Museo Civico accoglie il Teatro delle Marionette di Angelo Cenderelli. Da Campomorone, attraverso la provinciale 95, si può raggiungere, poco oltre Pietralavezzara, l’impervio
Passo della Bocchetta (772 m), oggi sfida per innumerevoli ciclisti e, nel passato, passaggio d’obbligo − prima
dell’apertura del Passo dei Giovi (472 m) − per la Pianura Padana. Qui può avere inizio, dopo aver riguadagnato l’A7, la scoperta di un’altra porzione del Genovesato che non ha mai smesso di costituire un’oasi di villeggiatura per molti genovesi.
La “Svizzera dei Genovesi”
Abbandonata l’A7 a Busalla percorriamo la statale 226 per deviare, appena 5 km a sinistra, fino a
Savignone (la perla dell’Appennino Ligure la chiamava nel 1927 la Guida Landolina), immersa in una conca verdissima in cui spiccano le rovine di un castello duecentesco dei Fieschi (di cui Savignone e tutta la valle erano feudo), Palazzo Fieschi (’400), dal 1856 trasformato in albergo e anche visitabile, la parrocchiale di San Pietro (’600), Palazzo Crosa (’700) e il Museo degli Alpini (www.museoalpini.com). Ridiscesi a
Casella (da Genova un trenino compie un suggestivo percorso fra i boschi fino a Casella; www.ferroviagenovacasella.it), sempre con la statale 226 si può raggiungere
Montoggio, un borgo rurale sopravvissuto agli eccessi del turismo, e poi puntare a est verso
Torriglia, soprannominata per la bellezza paesaggistica della zona la “Svizzera dei Genovesi”. Dopo essersi soffermati sul nucleo più antico del borgo, si può raggiungere, ormai addentrandoci nel Parco dell’Antola, la caratteristica frazione di
Pentema, dove tra dicembre e febbraio le poche case si aprono per mostrare un caratteristico presepe itinerante. Oltrepassata Pentema riscendiamo a valle, lungo una strada a dir poco tortuosa, all’altezza della frazione di
Bromia (Montoggio) e ritorniamo a Casella dove, entrati in paese, risaliamo verso Montemaggio e da qui a
Crocefieschi: in passato in posizione strategica, è ancor oggi impreziosito in piazza IV Novembre da due palazzi comitali dei Fieschi che si fronteggiano. Dall’alto di Crocefieschi scendiamo nella
Val Vobbia e, appena passato il paese omonimo, incontriamo quello che senza dubbio può essere definito un monumento “unico nel suo genere”: il
Castello della Pietra, un maniero in pietra incastonato tra due poderose e svettanti rocce di Puddinga. Dopo averlo ammirato dal basso e con la promessa di tornare con la dovuta calma per affrontare il bellissimo sentiero che permette di visitarlo, si riprende la strada, in una stretta ma bellissima gola, e si raggiunge
Isola del Cantone, dalla quale riprendiamo l’A7.