LA STORIA

Luni

Dalla preistoria all’età romana

Abitato fin dal Paleolitico, il territorio ligure vanta fra le tracce documentate più antiche di Homo sapiens ai Balzi Rossi, in provincia di Imperia, e nelle Grotte di Toirano, nel Savonese. Poco di certo si sa dell’antichissima popolazione dei Liguri, che a partire dal II millennio a.C., nel Neolitico, occupò un’area ben più vasta dell’attuale Liguria, spingendosi fino alla costa mediterranea spagnola a ovest e fino al Tevere a sud-est, prima di scomparire sotto la pressione delle migrazioni di popolazioni celtiche o di locali colonizzazioni da parte Fenici, Greci e Cartaginesi (IV secolo a.C.). Notizie più precise e definite si hanno con l’inizio della dominazione romana e, in epoca augustea, con l’inclusione, assieme a una parte di Piemonte, nella IX regio augustea, che fu unita all’Emilia agli inizi del IV secolo d.C. e alla Transpadana alla fine del secolo stesso. Se proprio si vuole insistere, in quest’epoca, sulla peculiarità storica della Riviera di Levante si può ricordare che in epoca romana una delle città più famose fu Luni, in provincia di La Spezia, da cui partivano le navi cariche del marmo che proveniva dalle Apuane.

Il Medioevo

Con il collasso dell’Impero Romano d’Occidente, alla fine del V secolo d.C., la Liguria avrebbe visto, con modalità ed estensione diverse, il suo territorio occupato nell’ordine da Bizantini, Longobardi (a partire dal 641 d.C.) e Franchi, che nel X secolo la divisero in tre marche: l’Obertenga a est, l’Aleramica al centro e l’Arduinica a ovest. Dai Franchi ebbe origine il primissimo ceto nobiliare e il conseguente ruolo di contenimento delle scorrerie e dell’insediamento di pirati saraceni. Anche per la Liguria, comunque, l’indebolimento del potere feudale avrebbe portato intorno al XII secolo al rafforzamento del potere comunale, nel cui contesto Genova ebbe presto la supremazia. Forte del ruolo di protagonista marittima che le crociate le stavano riconoscendo e dopo le vittorie della Meloria su Pisa e della Curzola su Venezia, la Repubblica di San Giorgio estense il suo potere dal Tirreno al Mar Nero. Per restare in Liguria, nel 1276 Genova acquista per una cifra irrisoria La Spezia, i possedimenti della Val di Vara e della Val di Magra e i vigneti delle Cinque Terre. Nello stesso anno, anche Oneglia entra a far parte della repubblica genovese. Il 1339 è l’anno dell’istituzione del dogato genovese e della ripresa del suo progetto espansionistico, culminato nella sottomissione del marchese di Finale e dei conti di Laigueglia.

El siglo de los genoveses

Quella della Repubblica di Genova è una storia che si sarebbe protratta per quasi otto secoli e che prima di concludersi a cavallo dell’Ottocento − sotto la spinta napoleonica prima e con l’inclusione nel Regno di Sardegna poi − avrebbe dato lustro a quell’originalissima forma di governo che fu il dogato. Una forma di governo che raggiunse l’apice della sua grandezza nel XVI secolo, “Il secolo dei genovesi”, e che ha portato lo storico francese Braudel a scrivere di Genova come di «una straordinaria città divorante il mondo [...] la più grande avventura umana del XVI secolo [...] la “città dei miracoli”». Prima di giungere al dogato nel 1399 con l’elezione del primo doge a vita, Simone Boccanegra, la Superba fu governata da consoli, podestà, capitani del popolo. Lo stesso dogato si trasformò da carica “perpetua” in carica biennale. L’avvento del dogato fu contestuale alla crescita di nuove casate, spesso contrapposte ma comunque in grado di affermarsi come classe dominante di un nuovo potere oligarchico: su tutte, Doria, Spinola, Malaspina, Grimaldi, Montaldo, Adorno, Fregoso e, particolarmente significativa per la Liguria di Levante, Fieschi. Questi ultimi, discendenti dei Conti di Lavagna, tradizionalmente di parte guelfa − al punto da poter annoverare due pontefici, Innocenzo IV (1195-1254) e Adriano V (1205-1276) − oltre a essere estremamente attivi e influenti in Genova fecero dei loro feudi appenninici il vero punto di forza. Azzeccate politiche matrimoniali, che portarono i Fieschi a legarsi addirittura ai ghibellini Doria, fecero sì che la casata raggiungesse il suo massimo splendore fra il XIV e il XV secolo.

Nell’Italia unita

Protagonista nelle vicende risorgimentali, la Liguria entrava nell’Italia unita forte di una rinnovata crescita economica di Genova (si pensi solo che proprio qui cominciava a operare nel 1852 l’Ansaldo) e della centralità di La Spezia come base militare della Marina regia (al 1869 risale l’inaugurazione dell’Arsenale Marittimo Militare). La crescita di Savona sarebbe culminata nel 1927 nella sua istituzione come capoluogo di provincia; intanto, nel 1923, Oneglia e Porto Maurizio si univano per formare Imperia.

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