LA RIVIERA DEL TIGULLIO
Che questo tratto della Riviera di Levante compreso nella provincia di Genova sia qualcosa di speciale lo si può intuire anche semplicemente osservando una carta geografica: si potranno anche non conoscere i
“confini” del Tigullio, ma la notorietà delle sue località è tale da non ammettere ignoranza. C’è addirittura chi, con proposta di legge, ha spinto in anni passati per l’istituzione di una Provincia del Tigullio, separata – nonostante i forti legami culturali, sociali ed economici – da quella di Genova ed estesa lungo la costa addirittura da Bogliasco fino a Moneglia.
Il Golfo del Tigullio
Abbandonando progetti amministrativi più o meno concreti, si può dire che, da un punto di vista geografico, il Golfo del Tigullio sia un’ampia insenatura delimitata dal
Parco Naturale Regionale di Portofino a nord-ovest e da Punta Manara, poco oltre Sestri Levante, a sud-est. Le coste del golfo, soprattutto nella sua
parte occidentale, sono caratterizzate da ulteriori insenature: quella di Paraggi, tra Portofino e Santa Margherita Ligure, la rada della stessa Santa Margherita, l’insenatura di San Michele di Pagana, il “golfo” di Rapallo. Nella sua
parte orientale, il Golfo del Tigullio offre coste decisamente più lineari, almeno fino a Sestri Levante, dove un promontorio a uncino separa fra loro due celebri baie dal nome poetico: la
Baia delle Favole e la Baia del Silenzio.
Le perle del Golfo
Per chi voglia soffermarsi sulla parte occidentale del Golfo conviene partire addirittura da
Recco e, raggiunta e visitata Camogli – con le sue case colorate, strette e alte, affastellate le une sulle altre –, raggiungere
Rapallo, località turistico-balneare di lunga tradizione, che è sopravvissuta al rischio di deturpamento dell’epoca di massima urbanizzazione. Ciò può avvenire grazie all’insostituibile Strada Provinciale 1, che a Rapallo giunge dopo essersi arrampicata sul
Monte di Portofino (612 m), punto più elevato della penisoletta e del Parco Naturale. Da Rapallo si può quindi “scendere” a
Santa Margherita Ligure, località fra le più “gettonate” del golfo, fiera della sua superba schiera di palazzi che si affacciano sul vasto porto turistico.
Portofino è a poca distanza: immagini di case colorate, imbarcazioni ormeggiate, della celebre piazzetta e dei tavolini dei caffè all’aperto hanno fatto il giro del mondo e anche delle sale cinematografiche. Un’alternativa alla “scorciatoia” dell’Aurelia è quella di armarsi di un’imbarcazione e, da
Camogli, seguire la costa della penisoletta fino ad addentrarsi nel golfo. A questo punto ci si può inoltrare sul versante levantino del golfo, raggiungere
Zoagli – con il suo eccentrico castello novecentesco fatto costruire dallo scrittore Sem Benelli e con le sue belle passeggiate a mare che partono dalla piazza centrale del paese – proseguire per
Chiavari, elegante nonostante la notevole espansione, e così ragguingere
Lavagna, città dell’ardesia, città dei Fieschi, città balneare e, anche, sorprendentemente, città che può vantare il più grande porto del Mediterraneo per imbarcazioni da diporto. Una deviazione verso l’interno, per
Cogorno e per la Basilica dei Fieschi, e si può riprendere la strada che conduce all’ultima tappa:
Sestri Levante, con le sue belle baie e i suoi pregevoli edifici religiosi e civili.
Sullo sfondo, le valli
La Liguria, anche quella di Levante, non è certo un territorio che può “permettersi” ampie vallate, e anche il comprensorio che si affaccia sul Golfo del Tigullio è, di fatto,
prevalentemente montuoso, stretto fra l’Appennino Ligure e il mare. Eppure, proprio nel Tigullio, la situazione è leggermente differente, con
alcune tra le più importanti valli appenniniche: la Valle Sturla, la Val d’Aveto, la Val Fontanabuona, la Val Graveglia e la Val Cicana. I corsi d’acqua che le percorrono non sono certo imponenti, ma fra essi spiccano il Lavagna, il Graveglia e lo Sturla, che a 8 chilometri dal mare confluiscono, nei pressi di Carasco, nel torrente Entella.