Superato il promontorio del Mesco la Riviera di Levante prosegue con la profonda insenatura del golfo di Levanto, il cui borgo più antico si annida al riparo del promontorio stesso, dietro lo sperone roccioso su cui sorge il castello medievale.

Con Levanto inizia un territorio in cui l’andamento costiero si distende più dolcemente che nell’area adiacente delle Cinque Terre. Le insenature naturali ospitano i piccoli borghi di Levanto, Bonassola e Deiva Marina. Vera rarità nella rocciosa costa ligure orientale , vi si incontrano spiagge sabbiose, come a Levanto e Deiva Marina, o - come a Bonassola - spiagge di minutissimi ciottoli colorati di rosso e di verde come le rocce adiacenti che delimitano la minuscola baia.

L’ambiente collinare è intimamente connesso con quello marino. Qui l’Appennino ligure, precipita rapidamente in mare. Come nelle Cinque Terre, la grande suggestione del paesaggio nasce proprio da questa caratteristica vicinanza dei due ambienti. I sentieri in mezzo ai boschi , agli uliveti e ai vigneti consentono sempre spettacolari visioni marine, mentre promontori e punte si susseguono fino a dileguarsi nella lontananza. L’andamento semicircolare della costa ligure consente, in particolari giornate di atmosfera limpida, dalla lieve altura dei sentieri collinari la visione di vette innevate delle Alpi marittime e di rilievi minori della Riviera di Ponente.

La zona boschiva è rappresentata dalla macchia mediterranea, ricca di pini marittimi, lecci, corbezzoli, ginepri, eriche, mirto, elicriso, erbe odorose come il timo e l’issopo, per culminare nell’abbagliante fioritura primaverile delle ginestre, dei narcisi e degli iris.

La zona coltivata offre uliveti da cui nasce la caratteristica piccola oliva locale di qualità “razzola” e l’ottimo olio celebre fin dall’antichità, fornito ufficialmente alla Repubblica di Genova; dai vitigni denominati “albarola”, “bosco” e “vermentino” nasce un vino bianco d.o.c. , il “Lievantu”, che si ispira al nome di uno dei paesi , appunto Levanto, mentre dal vitigno denominato “ciliegiolo” nasce il rosso “Canuet” d.o.c., così chiamato dalla località Canneto, lungo il versante levantese del promontorio del Mesco.